MARCELLO BALDARI
Dove il gesto diventa scultura e il movimento prende forma.
“come un paesaggio agitato dal vento, dove ciò che è immobile si risveglia, scosso da una forza invisibile”
Il mio status di artista della velocità non ha niente a che vedere con i cronometri, le celebrazioni futuriste o i guinnes world records. Per me, rappresentare la velocità significa esplorare un dinamismo che ridefinisce i concetti stessi di tempo e corpo. Proprio come uno scultore tradizionale, modello la creta digitale per creare opere di diversa natura come ritratti, animali, anatomie ma con la stessa urgenza emotiva:
tradurre un’azione in un momento sospeso, come un paesaggio agitato dal vento, in cui ciò che è immobile sembra risvegliarsi, scosso da una forza esterna e invisibile. Ispirato dalla concept art e dalla games art, il mio personale processo di scultura fonde tratti rapidi e dinamici (simili a pennellate o spatolate) per generare un effetto visivo di movimento e velocità.
In questo modo riesco a materializzare la mia visione artistica, lasciando che le superfici prendano forma in modo spontaneo e istintivo.
La crescente accessibilità a tecnologie come la scultura digitale e la stampa 3D ha accompagnato l’evoluzione delle mie competenze, spalancando nuove possibilità di sperimentazione. In questo percorso, innovazione e tradizione si fondono, permettendomi di creare un dialogo tra il fisico e il digitale.
È proprio nel contrasto tra questi due mondi che cerco punti di equilibrio, spingendomi oltre i limiti della scultura tradizionale e interrogando i confini stessi della digital art. Le mie opere diventano così un riflesso del nostro tempo, concepite per offrire un’esperienza sensoriale piena, immersiva, viva.